mercoledì 7 gennaio 2009

Il Tantra o Yoga Sessuale

Uno degli obiettivi degli yoga sessuali è concentrare le energie nell’area addominale del corpo, sede del fuoco interiore che i seguaci del tantra cercano di accendere e alimentare. Attraverso la pratica dell’unione sessuale, l’attenzione è concentrata in quell’area, che si trova alcuni centimetri sotto l’ombellico, nella regione dove dovrebbero formarsi le sensazioni sessuali. Ma a differenza della sessualità comune, nella quale i partner semplicemente permettono al piacere di svilupparsi secondo il suo corso, i seguaci del tantra concentrano l’energia e il pensiero in questo punto, utilizzandolo per innalzare quel fuoco interiore. Quando il fuoco è acceso e inizia a bruciare in modo vivo, sono possibili numerose meditazioni per raffinare le energie nel cuore. Una di queste è dirigere l’energia verso l’alto: grazie all’intensità di questa energia, non appena essa attraversa il cuore, scioglie spontaneamente i blocchi (come sostengono i seguaci del tantra), “scoppiando” tra questi residui. A volte, quando i residui vengono rilasciati, si farà l’esperienza dell’emozione liberata, poichè essa emerge nella consapevolezza. Se si tratta di odio, per esempio, o di qualche paura, si sperimenterà attivamente l’emozione nell’istante in cui questa viene liberata. Ci vuole molta consapevolezza per essere in grado di elaborare le emozioni che affiorano dal passato e lasciarle andare mentre emergono, piuttosto che proiettarle sull’attuale situazione.

Riflessione sul Tantrismo

Il tantrismo, partendo dalla considerazione che i sensi e la mente costituiscono un meccanismo finalizzato alla rappresentazione simbolica e soggettiva di certi aspetti della realtà che esiste intorno a noi (e quindi non necessariamente di tutti, altrimenti Guglielmo Marconi non avrebbe inventato niente di nuovo), ritiene che per giungere alla conoscenza della realtà dietro le apparenze sensoriali sia necessario effettuare proprio una sospensione controllata di quei meccanismi che, sinché operanti, si ostinano a convertire tutto in quei segni convenzionali che ci sono ben familiari. A questo la scienza moderna non pensa, o pensa troppo poco. Se ci pensasse un po' di più, lo scienziato cesserebbe, almeno ogni tanto, di guardare nel suo microscopio, o telescopio, o spettroscopio, per chiudere gli occhi e scrutare non fuori di sé, ma dentro di sé, cominciando così ad assomigliare, per una volta, a quegli yogi orientali che si siedono in terra e trascorrono lunghe ore in silenzio, estraniati dal mondo esterno, in uno stato di trance profonda.
E che cosa dovrebbe indagare in questo modo? Innanzitutto potrebbe indagare proprio quegli strumenti che normalmente gli presentano il mondo esterno così come è abituato a vederlo, sino a realizzare una utile consapevolezza: che non c'è niente di ciò che egli vede e sente che si trovi fuori di lui, poiché tutto ciò che l'uomo percepisce e conosce è solo la proiezione interna (attraverso l'opera dei sensi) di ciò che sta fuori di lui, un insieme di variazioni di stato della propria sostanza mentale. Anche solo questa consapevolezza, non teorica e intellettuale, ma diretta e sperimentale, renderebbe qualitativamente molto diverso tutto il suo lavoro di indagine sul mondo esterno.
Questo, naturalmente, sarebbe solo l'inizio di un lungo cammino di indagine interiore che neanche gli psicologi e gli psicoanalisti sono abituati a compiere, dal momento che essi, coerentemente con l'atteggiamento generale della scienza moderna, tendono a esteriorizzare l'indagine del mondo interiore dell'uomo. Lo psicologo si pone di fronte al soggetto da studiare, normalmente "un altro" e non sé stesso, come il biologo di fronte al panda o al pinguino, mentre l'analista freudiano si pone davanti alla psiche del paziente come l'otorinolaringoiatra davanti alle sue tonsille. Quello che si propongono è di raccogliere il maggior numero possibile di elementi informativi esteriorizzati e resi oggettivi; il lavoro da effettuare su questi elementi è quello di una elaborazione razionale.
In questa nostra civiltà tecnologica, molto sofferente per la sua lontananza da una concezione naturale dell'esistenza umana, certe antiche discipline orientali, come lo zen, lo yoga, il tao, possono svolgere una funzione importante aiutandoci a trovare l'equilibrio che manca.
Posso garantire, per esperienza personale, che non esistono rischi, mentre il beneficio che se ne può ricavare è veramente grandioso. Quello, per esempio, di scoprire che la vita non è confinata nella pelle e nella corteccia degli animali e dei vegetali, o nella membrana delle cellule, ma è uniformemente diffusa in tutto l'universo, dove assume un numero di forme di gran lunga superiore a quello dei cosiddetti organismi viventi.

martedì 6 gennaio 2009

Il Tantra

Molti chiamano il tantra “un modo femminile di fare l’amore”.
In sanscrito “tantra” significa “metodo per ampliare la consapevolezza”. Tutte e due le definizioni hanno il loro pregio, ma la seconda dà senso alla prima. Anche se praticando le tecniche tantriche diventiamo dei migliori amanti, questo non è l’obiettivo principale, ma, piuttosto, un piacevole effetto collaterale.

Il tantra nacque intorno al 2000 a.C. nella valle dell’Indù fra gli Harappei, un popolo di matrice matriarcale, che avevano una vera e propria cultura del piacere: il lussuoso letto della padrona di casa stava nel salotto ed era lì che la donna festeggiava l’atto amoroso con l’uomo che aveva scelto. Il rapporto con la sessualità era molto cosciente, rilassato, naturale e fare l’amore era un atto sacro. Nei secoli successivi, carichi di repressione sessuale, il tantra sopravvisse in alcuni ashram indiani segreti e in alcune linee del buddhismo tibetano. Arrivato in occidente circa 10 anni fa, trovò un terreno culturale fertile che era arato dalla rivoluzione sessuale e concimato dall’emancipazione della donna. Oggi riscontra sempre più interesse proprio perché unisce in un’unica pratica i tre desideri umani più profondi: quello di fare sesso, quello di amare e quello di essere veramente se stessi.

martedì 23 dicembre 2008

Maestro Tantra


Scoperto questo, mi sono buttata a capofitto nell’apprendimento del Tanta e mi sono diplomata nell’esercizio di quest’arte diventando Maestro di questa splendida disciplina.Ho creato quindi il "Centro Massaggi Elite" dove , con l'aiuto dei miei collaboratori , si esaltano con serietà e professionalità tutti i benefici di questo stupendo e sublime massaggio.

La Storia del Tantra

La parola Tantra è di origine sanscrita e significa letteralmente “ordito” o “trama”, con riferimento alla creazione del tessuto. Per estensione, il termine si trasformò in un sinonimo di “regola” o “dottrina”. Il Tantra deriva dal buddhismo che, a sua volta, ebbe origine dagli insegnamenti di Siddharta Gautama, enunciati e poi diffusisi in India all’incirca 2500 anni fa. Le origini del Tantra risalgono al 2000a.c. circa, quando gli Harappei popolarono la valle degli Indù. Questa popolazione godeva d'un notevole benessere, e mostrava uno spiccato amore per le arti.

Il tantrismo impiegò secoli per diffondere la pratica dei suoi principi, prima di fissare i propri presupposti in una forma scritta. I primi testi riconosciuti autentici risalgono ad un periodo compreso fra il IX e il XII secolo. La dottrina tantrica ebbe il suo periodo di maggior fioritura tra il X e il XII secolo dopo Cristo, nel Nord dell'India, e fu in seguito soppresso, con il prevalere della religione islamica. Sopravvisse tuttavia in scuole segrete, specie nel Bengala e nell' Assam, e qui stabilì rapporti fruttuosi con la Cina. In Tibet, invece, al riparo dagli influssi di altri popoli, il Tantra poté esprimersi alla luce del sole, sposandosi con il buddhismo.

Il primo studioso occidentale ad affrontare seriamente lo studio del Tantra fu Sir John Woodroffe (1865–1936), che è comunemente considerato il “padre fondatore degli studi tantrici”. A differenza dei suoi predecessori, Woodroffe difese il Tantra contro le innumerevoli critiche e lo presentò come un sistema etico-filosofico. L’occidente venne a conoscenza di questa dottrina solo nella prima metà del XX secolo e, in seguito, soprattutto grazie al movimento hippie degli anni Sessanta.

Soltanto dopo la rivoluzione sessuale degli anni Settanta e l'emancipazione della donna in Occidente, si preparò il terreno per la riscoperta dell'unione del piacere con la spiritualità.Oggi sono molto diffusi i massaggi Tantra che hanno l’obiettivo di nutrire il corpo, la mente e lo spirito della persona a cui vengono praticati. Nell’accingersi ad eseguire un massaggio Tantra è fondamentale, in primo luogo, essere presenti con tutto il proprio essere liberandosi delle aspettative verso il futuro e dei paragoni con il passato. In secondo luogo è necessario concentrarsi per mantenere tutta la mano a contatto con il corpo di chi viene massaggiato.

Infine è importante mantenere un flusso continuo: tutti i movimenti devono essere collegati in modo che ogni gesto serva a perfezionare il precedente e a preparare il successivo. Il benessere che è possibile raggiungere tramite i massaggi Tantra è destinato a quelle persone (uomini, donne e coppie) che vogliono ritrovare l'equilibrio psico-fisico tramite lo sblocco dei punti chakra, il rilassamento corporeo e la riscoperta della propria sensualità. Il segreto più grande, nella tecnica del Tantra, è che il desiderio e il suo soddisfacimento non hanno confini dentro di noi: li si può far crescere insieme, senza che l'uno esaurisca mai l'altro.

Massaggi Tantra











Cosa faccio? Mi sento disarmata…mi ripeto? Li scopiazzo?? …ma dai…!! Da quanto ho visto in internet ti assicuro che per conoscenza diretta o per sentito dire da autorevoli Maestri, ci sono 4 o 5 centri in tutta Europa, veramente da far venire “la pelle d’oca”, questo per reali ed oggettive capacità, serietà e professionalità.

Di quei 4 o 5 “megacentri”…in punta dei piedi…senza far rumore…ho visitato i loro siti…hum…che faccio, svengo subito? Reagisco, mi riprendo ed esclamo: “…bravi….bravi…che dire, complimenti tutti meritati!” Ma c’è un però! Io sono io – Elenaaaaa !!!
Si, lo grido a squarciagola… e cercherò di descrivere il tantra com e lo vedo e lo sento io.
Definire con esattezza il Tantra è difficoltoso in quanto si tratta di una pratica estremamente variegata che mescola un particolare genere di insegnamenti spirituali con tradizioni esoteriche.Il
Tantra è un insieme di dottrine e di pratiche millenarie volte all'espansione dell'ordinario stato di coscienza: questo ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della vita e il Tantra è l'unica disciplina in cui viene compiuta la difficile sintesi tra gioiosa accettazione e liberazione. In pratica è una tecnica per ampliare la coscienza, uno strumento empirico per chi è alla ricerca di qualcosa, è una tecnica che si basa sull'esperienza nell'ambito della vita concreta. L'ampliamento della consapevolezza include tutti gli aspetti della nostra vita e, appunto in quest'ambito, il

Tantra è l'unica disciplina nella quale si operi una sintesi tra le dimensioni,apparentemente opposte, del diletto e della liberazione. La dottrina tantrica parte dal principio che l'universo da noi sperimentato non è altro che la manifestazione concreta dell'energia divina che crea e mantiene quell'universo e cerca, quindi, di appropriarsi e di incanalare quell'energia nel microcosmo umano.
Il Tantra, che in tempi recenti ha conosciuto una grande notorietà, combina corpo e mente, gioia e spiritualità, una solida base morale, la pratica quotidiana delle âsana (le posizioni del corpo in cui sono presenti stabilità, immobilità, assenza di sforzo) per la purificazione del corpo e dei canali energetici, esercizi di concentrazione e meditazione.Di fondamentale importanza sono i rituali: nel processo di manipolazione dell'energia, il tantrista ha diversi strumenti a disposizione.

Tra questi lo Hatha Yoga (una forma di Yoga basato su una serie di esercizi psicofisici di origini antichissime) con pratiche anche estreme che portano a un controllo pressoché completo del proprio corpo, la visualizzazione e verbalizzazione della divinità, attraverso i mantra (combinazione delle due parole sanscrite manas ossia “mente” e trayati ossia “liberare”) e la meditazione su di essi, e l'identificazione e internalizzazione del divino, con pratiche meditative tendenti ad una totale immedesimazione con una divinità.

I praticanti del Tantra considerano la guida di un Guru un prerequisito indispensabile e credono che sia possibile raggiungere l'illuminazione anche nelle peggiori condizioni morali e sociali: l'età oscura in cui siamo immersi presenta innumerevoli ostacoli, che rendono difficile la maturazione spirituale. Per questo motivo, al giorno d’oggi, il Tantra si rende indispensabile.